Quando hai avuto i primi contatti con l’arte culinaria?
Sin da piccolo, vengo da una famiglia di chef e già a 8 anni scrivevo sui temi di scuola che da grande avrei voluto fare lo chef.
Quale piatto ti piace preparare?
Adoro cucinare! La preparazione di carni e pesci con le più attuali tecniche di cottura appaga tantissimo il mio lavoro.
Quale è l’ingrediente che non può mai mancare nei tuoi piatti?
Gli ingredienti che utilizzo sempre o quasi nei miei piatti sono patate e verdure.
Si dice che i cuochi non amino mangiare: da commensale, e non da chef, che cosa preferisci avere nel piatto?
Preferisco mangiare piatti a base di carne, adoro la cacciagione e gli accostamenti che si riescono a fare con le carni.
A casa tua chi cucina?
In genere mia moglie. In serate particolari e con ospiti cucino io.
Alle donne che sono negate per la cucina cosa consiglieresti loro di preparare per stupire i propri ospiti?
Consiglierei di preparare ricette semplici e gustose appartenenti al repertorio della nostra tradizione: seppioline grigliate con rucola e aceto balsamico, risotto alla pescatora …
Gli accostamenti più arditi che hai sperimentato?
Cavolfiore e vongole, ananas e scorfano, astice e melograno, mozzarella e crostacei.
Pregi e difetti della tua professione.
Il nostro lavoro e ricco di pregi: ci dà la possibilità di essere sempre aggiornati in materia di alimentazione, la soddisfazione di cucinare per persone famose, la possibilità di crescere continuamente nel mondo del lavoro … I difetti consistono nello stare lontani dalle famiglie nei giorni di festa, nel lavorare sempre o quasi, nello stare sempre in piedi e quindi nell’avere frequenti problemi di schiena. Comunque se nascessi altre 100 volte sceglierei di fare 100 volte il mio lavoro.
Per Malvarosa Edizioni
Vera Terracciano
www.malvarosaedizioni.it